5 Mag · GelatoMyWay · No Comments

Trapani: sole, mare e…

Perugia – Trapani, 22-25 Aprile 2017.

La mia toccata e fuga a Trapani alla ricerca

di nuovi sapori e di una cultura a me quasi sconosciuta.

 

E’ da tanto che penso ad una vacanza in Sicilia, poi quando si tratta di decidere c’è sempre qualche altra destinazione che prende il sopravvento; per fortuna stavolta si è deciso Trapani ed è stata la meta finale…

Quando penso alla Sicilia, associo immediatamente il blu del mare da cui è circondata, Montalbano (di Camilleri) di cui ho letto tutti i romanzi e infine il cibo.

Ecco, appunto il cibo…

Le amiche siciliane dicono di dovermi “dare lezione di vero appetito siculo” (cit. Cinzia), ma a me non sembra di essere inappetente, anzi!!!

In pochi giorni sono riuscita ad assaggiare quasi tutto di quello che mi ero prefissata, e vi assicuro che l’elenco era bello lungo, ma mica potevo scoppiare…

Arrivati la sera a Trapani, abbiamo aspettato una mezz’oretta in aeroporto il “ragazzo” con la nostra macchina: già da qui dovevamo capire che sarebbe stata una vacanza all’insegna dell’allegria e tanto divertimento.

Il ragazzo non era tale ma un “sessantino” come avrebbe detto il noto commissario con manie di grandezza e un ego smisurato, che ha tenuto a precisare che era campione di arti marziali…

Forse era una velata minaccia??? Sinceramente non ce ne siamo preoccupati, l’auto era meglio di quella prenotata, in perfetto ordine e appena lavata…. meglio di così, che chiedere!

Poi di corsa a Trapani per un veloce pit stop nell’appartamento che avevamo affittato dal signor Michele (che in realtà si chiamava Stefano, ma che ho ribattezzato per buona parte del tempo) e lì la sorpresa: la casa era enorme (solo il bagno quasi 30 metri quadrati) e il signor Stefano è stato gentilissimo a consigliarci dove parcheggiare gratuitamente e i locali dove avremmo trovato il cibo migliore ad un buon prezzo.

Quindi, dopo poco più di un’ora dall’arrivo del nostro volo, eravamo a zonzo per il bellissimo centro storico di Trapani alla ricerca di cibo, ma non cibo qualunque… cercavamo qualcosa di tipico, che ci trasmettesse tutto il sapore e la cultura trapanese.

Dal momento che non avevamo prenotato ed era pure sabato, devo ammettere che siamo stati fortunati: il secondo locale che ci ha ispirato aveva un tavolo libero per noi.

Un locale molto particolare, già all’esterno sembrava un covo di pirati o di contrabbandieri, però poi l’interno denotava molta classe e ricercatezza.

Abbiamo mangiato un cuscus (“cuscusu”) alla trapanese  e involtini di spada agli agrumi, accompagnandoli con un buon vino bianco locale.

Finalmente appagati dall’ottima cena, proseguiamo la nostra passeggiata per il centro fino a che non troviamo la pasticceria Colicchia, dove assaggiamo la miglior granita di Trapani  e senza ombra di smentita, della nostra vita!

Abbiamo gradito così tanto che siamo tornati anche le mattine successive per la colazione; ottima la brioscia, morbida e soffice, perfetta per accompagnare la granita.

La seconda mattina, coi dolcetti tipici ho preferito prendere un cappuccino; al momento del pagamento, vado alla cassa e porgo al proprietario la banconota. Lui mi guarda e con fare serio mi dice “Tu non l’hai presa la granita oggi!”…

Oddio, mi sono fatta un nemico, penso, devo assolutamente rimediare… “Torno stasera, per la granita… è troppo buona!!!” rispondo.

Lui mi ha continuato a guardare accigliato e vagamente minaccioso fino all’uscita…. ;-P

Non ci siamo fatti mancare proprio nulla: dal pane cunzato mangiato nella caletta di Tonnarella dell’Uzzo (dentro il Parco Naturale dello Zingaro) godendosi i primi raggi di sole della stagione, agli arancini, le panelle, i cazzilli, i rustici della panetteria sotto casa, le genovesi sia con crema al latte (ottime quelle di Maria Grammatico ad Erice) che con crema all’arancia o addirittura marmellata di arancia, i cannoli riempiti rigorosamente al momento, le graffe ripiene di crema di ricotta, i biscotti Regina con sesamo, quelli di fico, la cotognata, gli spaghetti coi ricci, le busiate al pesto trapanese oppure quelle al profumo di mare, il salame di Brolo, la tuma… pochi giorni, ma volti a scoprire nuovi sapori e tradizioni.

 

Entusiasmante la visita con degustazione alla cantina “Donnafugata” a Marsala: un luogo incantevole, ricco di storia che coniuga tradizione e modernità per realizzare dei vini che profumano di sole e mare…

L’azienda Donnafugata (in dialetto siculo significa donna in fuga) deve il nome al romanzo “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa; è stata fondata negli anni ’80 dalla famiglia Rallo, che decidono di rivoluzionare la storica azienda familiare fino ad allora incentrata soprattutto sul marsala.

In Sicilia ha 3 sedi: le antiche cantine di Marsala, dove avviene l’affinamento e l’imbottigliamento (quelle che abbiamo visitato), quella di Contessa Entellina nel cuore della Sicilia e quella di Pantelleria, dove troviamo vitigni di Zibibbo coltivati con alberello pantesco, considerati dall’Unesco Patrimonio mondiale dell’Umanità.

Durante la degustazione abbiamo assaggiato 4 etichette selezionate e il loro olio extra vergine di oliva; ogni vino era abbinato ad un prodotto tipico del territorio e devo dire che si sposavano egregiamente fra loro.

Di seguito gli assaggi con gli abbinamenti:

  • Prio del 2016, un vino bianco fresco e fruttato che ben si accompagnava all’oliva Nocellara del Belice DOP;
  • Vigna di Gabri del 2015, sempre un bianco fruttato molto agrumato e sapido ad accompagnare un ragusano semi-stagionato;
  • Tancredi del 2012, un vino rosso profondo dal sapore molto persistente con sentori di tabacco, frutti rossi, liquirizia abbinato ad un salame Sant’Angelo di Brolo, un insaccato a pasta grossa con all’interno pezzi di pistacchio di Bronte (che velo dico a fare!!! una vera bontà entrambi);
  • Ben Rye 2014, un passito di Pantelleria dal sapore incredibile (talmente diverso da quasi tutti i passiti bevuti  fino ad oggi), non liquoroso, con sentori di pesca sciroppata e albicocca, accompagnato da un tradizionale biscotto Regina coi semi di sesamo.

 

Emozionante la visita alla salina della laguna, sul litorale fra Marsala e Trapani, di fronte all’isola di Mozia, nella Riserva dello Stagnone.

Incredibilmente romantici ed emozionanti i mulini, soprattutto visti al tramonto… una visita anche istruttiva, perchè ci ha permesso di apprezzare molto di più un semplice granello di sale, che diamo per scontato; dietro c’è tantissimo lavoro, sudore e fatica!!!

Da Mazara del Vallo, fino a San Vito lo Capo passando per Erice abbiamo cercato di imprimerci nella mente quanto più possibile: luoghi, profumi, sensazioni… era tutto troppo bello!!!

Vi lascio con alcune delle foto fatte nel nostro vagabondare siciliano… a presto!

 

Valentina Pacini

 

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