13 Ott · GelatoMyWay · 2 Comments

Ho toccato le stelle…

Chi mi conosce sa quanto la cucina sia più

di una passione, forse è la mia vita

anche se non la mia professione.

 

Nella vita faccio tutt’altro quotidianamente, anche se spesso e volentieri senza che me ne accorga la mia mente è proiettata a quei brevi attimi che posso dedicare a me, ovviamente con in mano un attrezzo da cucina a sperimentare idee e intuizioni.

Questo la mia amica Loretta lo sa, mi conosce bene…nella buona e nella cattiva sorte, quasi come un matrimonio (molti ne durano di meno, il mio “non matrimonio” ne è un esempio lampante, non ha retto al settimo anno, purtroppo!!!).

Per lei decidere cosa regalarmi per il compleanno è stato un gioco da ragazzi penserete…niente di più sbagliato… Anche per me farle il regalo è sempre fonte di dubbi, nonostante la conosca quasi come me stessa: ci frequentiamo da tanto, quindi tante ricorrenze passate e tanti regali già fatti che il rischio di doppiarne uno è facile, fin troppo!

Da qualche tempo a questa parte però il miglior dono che possiamo fare l’una all’altra è trascorrere del tempo insieme. Ci vediamo tutti i giorni, ci sentiamo anche più volte al giorno, ma non basta mai… abbiamo sempre tanto da raccontarci, anche solo per dirci un semplice “Ciao, io ci sono!”…a volte basta poco!

La fine del 2015 e buona parte del 2016 (anche se ancora ho qualche strascico, ne sono quasi venuta fuori del tutto, per fortuna) sono stati un periodo abbastanza terribile per me: più io mi demoralizzavo per un problema di salute che nemmeno dei bravi dottori sapevano curare, più lei c’era. Era lì per me a sostenermi, ad aiutarmi nel quotidiano a confortarmi.

Oltre ad esserci sempre, quest’anno mi ha proprio stupito, sono rimasta veramente basita quando per il mio compleanno mi sono ritrovata a sfogliare un libro di feltro realizzato da lei con frasi, ritagli e foto dei nostri momenti insieme: già di per sé un grande regalo. Sfogliandolo nelle ultime pagine c’era il vero regalo, il libro di feltro era solo la bellissima confezione: un pranzo nientedimeno che da Uliassi a Senigallia, stelle Michelin e un mondo ancora tutto da esplorare.

Avevamo entrambe degli impegni; Senigallia, per quanto vicina non è proprio dietro l’angolo quindi è passato un mese dal giorno del mio compleanno, quando una domenica mattina la mia amica è venuta a prendermi col suo “cavallo” bianco e mi ha accompagnato a vivere un sogno ad occhi aperti.

Ore 12,45 giunte a destinazione ci troviamo sulla banchina, vicino al porto di Senigallia di fronte ad una costruzione bianca molto minimale, se si esclude una parete a quinta davanti all’ingresso decorata in mosaico dai colori del mare ed una statua di una bimba in costume da bagno sopra una piramide di mosaico con la stessa cromia.

 

 

Suoniamo il campanello (sì i ristoranti di un certo livello hanno il campanello) e dopo una calorosa accoglienza, come fossimo vecchie amiche di famiglia, entriamo a casa Uliassi.

Un ambiente molto raffinato, ma non pretenzioso; il bianco la fa da padrone, se si esclude il tocco di grigio perla del sottopiatto, il rosso del vaso affusolato posto ai lati del tavolo, la graniglia senape e grigia del pavimento e i quadri alle pareti dipinti dalla sorella Catia.

interno

Ci fanno accomodare ad un tavolo vicino alla finestra in una saletta con pochi tavoli, non si vede il mare ma quando siamo insieme difficilmente ci guardiamo intorno, siamo così assorbite dalle nostre chiacchiere che tutto il resto si annulla; tra l’altro volevo concentrarmi sull’esperienza e qualsiasi distrazione mi avrebbe infastidito.

Appena sedute, ci servono un aperitivo sia bello da vedere che strabiliante da mangiare e da bere: un wafer ripieno di crema di nocciola e foie gras servito freddo, una finta oliva ascolana con cuore di mandorla, un crostino con burro salato, acciuga e tartufo nero e a parte qualche alga fritta accompagnati da un cocktail Kir Royal (Champagne e Creme de Cassis).

Aperitivo

Ci servono anche una composizione di pani tutti differenti: da quello con zucca e lardo a quello alle alghe, alle patate, con lievito madre e una cialda con semi di sesamo e  zucca, oltre a due tipi di grissini, uno con acciuga e l’altro con alghe il tutto accompagnato da un piccolo contenitore con burro montato con acqua di ostrica.

pane

Di seguito scopriamo insieme il menù, anche per Loretta era una sorpresa, ha prenotato il menù Easy Classico con 6 portate a scelta dello chef:

  • la triglia croccante, zuppa di prezzemolo e colatura di alici;
  • la ricciola alla puttanesca;
  • il Rimini fest (uno spiedino di calamari arrosto con perle di limone);
  • le seppie giovani arrostite sporche e granita di ricci di mare;
  • gli spaghetti affumicati alle vongole e datterini arrostiti;
  • il pre-dessert  con fragole, panna, mascarpone e meringhe di cardamomo;
  • il dessert con tutte le consistenze della nocciola.

Col caffè infine ci vengono serviti dei piccoli bon bon, tutti diversi e molto particolari.

Un menù all’altezza delle aspettative, non banale e a tratti sorprendente, non avrei potuto avere di meglio.

Non lo sto a descrivere, sarebbe sicuramente riduttivo e farei un torto, va provato almeno una volta nella vita!

Il piatto che mi è piaciuto di più? La ricciola alla puttanesca, un carpaccio seppur all’apparenza molto delicato dal gusto unico e travolgente.

I miei complimenti allo chef, che tra l’altro durante il pasto è passato per i tavoli a fare un saluto ai clienti, chiedendo se andasse tutto bene: non da poco e soprattutto non da tutti.

Giornata perfetta, quasi da star… infatti posso tranquillamente affermare che ho toccato le stelle!

Valentina Pacini

 

2 COMMENTS

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *



Categorie

Cerchi un prodotto da acquistare?

©Copyright GelatoMyWay 2017