21 Ago · GelatoMyWay · No Comments

Parigi mon amour

La mia toccata e fuga a Parigi

alla ricerca di nuovi sapori e idee.

 

Estate per me di solito significa lavoro. Vado in controtendenza alla massa e le ferie me le prendo fuori stagione… odio le spiagge troppo affollate e la confusione, per me vacanza significa leggere un buon libro col rumore delle onde in sottofondo, non col chiacchiericcio delle persone! Lo so, sono una “ragazza” viziata!

Tuttavia quest’anno avevo bisogno di staccare la spina, anche solo un paio di giorni e Parigi mi è sembrata un’ottima meta per unire l’utile al dilettevole.

Ogni qualvolta penso a Parigi, la mia mente focalizza nomi forse ai più sconosciuti, ma per me evocativi di grandi emozioni visive, gustative e olfattive: Michalak, Adam, Hermé, Ladurée, Conticini, Marcolini sono solo alcuni tra i più importanti pasticceri francesi, che proprio nel centro di Parigi mettono in mostra tutta la loro bravura.

Da molto tempo sto seguendo con interesse questi grandi nomi della pasticceria francese perchè se quelli di casa nostra già sono molto bravi anche a livello internazionale, secondo me quelli francesi oltre al gusto dei loro prodotti hanno un occhio per l’estetica che non ha paragoni. Magari qualcuno potrà dissentire, ma ripeto è solo il mio personalissimo parere.

Sono stata spesso in questa splendida città ed ogni volta la vedo con occhi diversi, nuovi. Chi conosco prima di partire mi ha chiesto se mi sentissi sicura. Adesso, appena tornata, posso affermare tranquillamente che nonostante le brutte vicende terroristiche è una città in cui vago tranquilla e sicura. Magari le periferie potrebbero essere luoghi da evitare, ma questo vale per ogni metropoli, anche di casa nostra.

Girando per i vicoli e le strade affollate di turisti di ogni nazionalità, posso apprezzarne la cultura, l’idioma, l’eleganza oltre ai profumi e gli odori di una città viva.

Impagabile è salire dopo il tramonto  sulla terrazza del Trocadero per godere a pieno della vista spettacolare della Tour Eiffel illuminata e ritrovarsi spettatori di una milonga improvvisata, neanche fossimo in qualche piazza argentina.

Ogni cosa in questa città ha un sapore diverso: una semplice passeggiata per gli Champs Elysée in direzione dell’Arco di Trionfo diventa una sosta da Ladurée o da Pierre Hermés a mangiare macarons dal sapore unico.

Così come dopo una visita al Museo d’Orsay o al Louvre è quasi obbligatorio fermarsi in rue de Rivoli da Angelina per assaggiare le incantevoli tortine monoporzione: dal Saint Honorè alla Sacher passando per il Mont Blanc, sono solo alcuni dei piccoli piaceri che mi sono concessa in questo mio breve tour nella Ville Lumiére. Fantastica Désirée , la rivitazione estiva con fragole e lamponi del classico Saint Honoré della maison Angelina.

Passeggiando senza una meta ben definita alla ricerca della Parigi più caratteristica mi sono ritrovata davanti al Cafè Procope, il più storico caffè di Parigi aperto dal siciliano Francesco Procopio de Coltelli (soprannominato Le Procope), l’ideatore del gelato per come lo intendiamo oggi.

Nella stessa via uno dei locali di tendenza per gli amanti come me della pasticceria francese: L’Eclair de Genie di Christophe Adam. File e file di colorati eclair, tutti ordinati e decorati in modo superbo. Chapeau Christophe!

Tuttavia l’esperienza più straordinaria l’ho vissuta in rue de la Verriere, in pieno Marais, nella boutique del mio pasticcere preferito: Christophe Michalak. La sua pasticceria è creativa rispettando la tradizione con un attenzione particolare al gusto che deve trasmettere sensazioni intense.

Per me è stato un vero e proprio “orgasmo”(spero mi concediate il termine)… ho assaggiato una Miss K caramello al burro salato e un Kosmik  Paris Brest: molto buona la prima, ma il secondo mi ha completamente mandato in estasi: un’esplosione di sapori e consistenze ineguagliabile. Ho mangiato spesso prodotti di qualità, ho un buon palato e una buona base gastronomica frutto di anni di degustazioni ed esperimenti, ma non mi è mai capitato di avere una reazione così esagerata.

Mi sono concessa anche dei piccoli piaceri proibiti: i macarons. Per il mio gusto i migliori sono hispahan, cassis e citron vert di Pierre Hermè; ottimi anche quelli di Ladurée o Angelina, anche se meno esplosivi nel gusto.

Questo è solo un piccolo assaggio di quello che sono stati questi miei pochi giorni a Parigi, perchè è stato tanto di più, ma le parole a volte non riescono a descrivere tutto.

Di seguito una piccola galleria, alla prossima!

 

Valentina Pacini

 

 



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