18 Mag · GelatoMyWay · No Comments

Maestri Gelatieri della Val di Zoldo

Bentrovati amici,

come già raccontato, abbiamo trascorso una splendida giornata ad Orvieto per la manifestazione “I Gelati d’Itaia 2013”.

Durante questo evento abbiamo avuto la fortuna di conoscere i Maestri Gelatieri della Val di Zoldo:  gelatieri così appassionati del loro lavoro da emozionarmi, parlano di gelato come se parlassero di un grande amore e questo è davvero unico, credetemi!!!

I Maestri Gelatieri ci hanno mostrato la mantecazione del gelato col metodo antico: con molta pazienza hanno preparato il tino dove mantecare la miscela di gelato, riempendo con strati di ghiaccio e sale l’aello esterno… solo a vederli ho pensato a quanto siamo fortunati oggi grazie alla tecnologia ( io premo 2 bottoncini ed è fatta!!!).

Dopo questa operazione (circa 1 ora di tempo) hanno inserito la miscela nel “mantecatore” e con l’aiuto di una manovella un gelatiere ha fatto girare la tinozza mentre l’altro staccava con una pala di legno il “gelato” dalle pareti fredde e lo rimescolava.

Ad un certo punto c’è stata una scenetta divertente : il gelatiere che girava la manovella, ha finto di essere stanco ed ha chiamato il nostro Valerio a sostituirlo… ricompensandolo poi con una super coppa di ottimo gelato alla nocciola!

Gustatevi… il video:

Nonostante l’attesa della preparazione, devo affermare che la “tinozza antica” produce un gelato perfetto… credo che molte gelaterie dovrebbero sostituire i loro macchinari e ricominciare ad usarla di nuovo…

Anche se più che dei macchinari, secondo me dovrebbero preoccuparsi delle materie prime alla base del gelato che a volte o sono di scarsa qualità oppure vengono sostituite con preparati talmente artefatti che il gelato risultante è totalmente monosapore.

Qualche foto dei Maestri Gelatieri al lavoro:

 

Un po’ di storia…

Abitata in epoche lontanissime da cacciatori e pastori, sicuramente frequentata dagli antichi romani che hanno lasciato tracce del loro passaggio sulle pendici del Civetta, solo dal secondo millenio la Val di Zoldo si fa conoscere, prima per le miniere e la lavorazione del ferro per la Serenissima Repubblica di Venezia, poi per il gelato artigianale, oggi famoso nel mondo intero.

Dopo le devastanti alluvioni di fine ‘800, si intensificò il flusso migratorio (soprattutto stagionale) verso i paesi di lingua tedesca, dove gli zoldani si dedicarono inizialmente alla vendita di pere cotte, biscotti e dolciumi e in seguito di sorbetti e gelati.

Gli zoldani si specializzarono nella preparazione del gelato, che veniva preparato in appositi mastelli, congelato con ghiaccio e sale, infine travasato in tinozze di legno che venivano isolate con dei sacchi per mantenerlo solido fino a sera. Il contributo degli zoldani fu determinante per la diffusione del gelato artigianale nell’Europa centrale e settentrionale e presto il commercio ambulante venne sostituito da quello in forma fissa.

Verso la fine del 1800 il comune di Vienna ritirò agli zoldani la licenza di venditori ambulanti per proteggere i pasticceri locali: per poter continuare la loro attività, i gelatieri iniziarono ad affittare dei piccoli negozi arredandoli semplicemente.

L’emigrazione però rimase un fenomeno rigorosamente stagionale: i gelatieri aprivano le loro botteghe nel periodo compreso tra marzo e ottobre, continuando a trascorrere l’inverno nei loro paesi d’origine.

A partire dagli anni cinquanta questa attività arrivò a coinvolgere, direttamente o indirettamente, quasi tutte le famiglie della Valle di Zoldo.

Le difficoltà economiche del dopoguerra e il desiderio di poter migliorare le proprie condizioni di vita, spinsero centinaia di famiglie ad abbandonare definitivamente le attività tradizionali (agricoltura e allevamento) per aprire una gelateria in Austria o Germania.

Il fenomeno dell’emigrazione fu così massiccio da determinare profondi cambiamenti nella società e nell’economia della vallata;  quasi tutti gli emigranti fecero una scelta ben precisa: mantenere ben saldi i legami con la terra e la cultura di origine, anziché tentare di integrarsi definitivamente nella società tedesca.

Nonostante questo attaccamento alle origini era ovviamente inevitabile una profonda trasformazione dei rapporti sociali ed economici in Val di Zoldo: i gelatieri ci vivevano solo d’inverno, stagione coincidente con il periodo di riposo, mentre in primavera ed in estate divenne la Valle dei silenzi, animato solo da qualche turista e dai pochi che continuavano a lavorarci.

L’agricoltura di montagna e l’allevamento scomparvero completamente nel giro di pochi anni, mentre alcune frazioni rurali, relativamente isolate rispetto al resto del territorio, vennero definitivamente abbandonate.

Il gelato artigianale si affermò in questo periodo come uno dei prodotti gastronomici italiani più apprezzati nell’Europa centrale e settentrionale ed ebbe un ruolo importante nello sviluppo economico della valle nel secondo dopoguerra soprattutto  con la nascita di industrie specializzate (arredamenti e prodotti per gelaterie).

Oggi la Val di Zoldo è chiamata “la valle dei gelatieri” e le gelaterie zoldane sono sparse in tutto il mondo,  in Italia e Germania soprattutto, ma perfino in Perù, Giappone, Cina, Sudafrica.

Alla prossima!!!

Valentina Pacini

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